Settanta coppie di fidanzati, in cammino verso il sacramento del matrimonio, si sono ritrovate presso il Centro pastorale di Sirolo per vivere un momento di incontro, preghiera e riflessione insieme a Mons. Angelo Spina. Ad accogliere i partecipanti sono stati i direttori della Pastorale Familiare diocesana, Alessio Marconi e Federica Fava, insieme all’assistente spirituale don Alessio Orazi, che hanno introdotto la giornata sottolineando l’importanza di questo tempo di preparazione come cammino autentico di crescita nell’amore.
Durante la sua catechesi, l’Arcivescovo ha invitato i fidanzati a guardare a Gesù per imparare ad amare davvero, perché l’amore non è solo emozione o sentimento: «Gesù sulla croce dice a ognuno di noi: Ti amo da morire. Non a parole, ma con la vita. L’amore ha un nome e un volto: Gesù crocifisso, che ci ama con tutte le forze, con tutta la mente, con tutto il cuore. Lui ha compiuto un vero cammino dell’amore, arrivando fino al dono totale di sé. Sulla croce ci insegna come amare. Con le braccia aperte e le mani e i piedi inchiodati, dice a ciascuno: Ti amo con tutte le mie forze».
«In questo tempo di fidanzamento – ha continuato – può capitare di sentire il peso dell’altro, di stancarsi, di perdere le forze. Eppure Gesù sceglie di amare anche chi gli mette la corona di spine e lo inchioda: questo è l’amore vero». Mons. Angelo Spina ha quindi spiegato che per amare bisogna passare da “Ti voglio bene” a “Voglio il tuo bene”. Anche nelle discussioni, nei conflitti, nei momenti di crisi, quando emergono orgoglio, superbia o parole che feriscono, «l’amore è chiamato ad andare oltre. L’amore non toglie la ragione, ma aiuta a vedere più lontano».
Parlando poi del costato di Cristo squarciato dal colpo di lancia, ha sottolineato che «Gesù ha un cuore aperto, nel quale è possibile entrare e uscire. L’amore è vero quando non imprigiona nessuno e rispetta la dignità e la libertà della persona. Questo amore non è qualcosa di automatico: nasce da un cammino quotidiano. Non lo può fare l’intelligenza artificiale, ma solo due persone che scelgono ogni giorno di amarsi».
Dalla croce nasce anche il perdono. Gesù dice: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». Un invito chiaro per ogni coppia: imparare a perdonarsi, a ricominciare, a non lasciare che il rancore prenda il sopravvento. E allora la domanda: «Sei pronto a dare la vita fino in fondo?». L’Arcivescovo ha spiegato che «l’amore cristiano trova la sua forza nella risurrezione: Cristo non resta sulla croce, risorge. La vita trionfa. La risurrezione è il segno che non hanno vinto l’odio e il risentimento, ma l’amore, il perdono e l’amicizia. Ogni giorno l’amore può rifiorire, perché c’è la grazia di Dio».
Rivolgendosi direttamente ai fidanzati, l’Arcivescovo ha posto una domanda essenziale: «Perché scegliete di amarvi e di celebrare il matrimonio in chiesa?». La risposta è nella «fiducia in questo amore più grande, nella presenza di Cristo che vi accompagna ogni giorno. Non ci siete solo voi due, c’è anche la grazia di Dio, che vi aiuta a vedervi, a comprendervi, a crescere insieme. Chi fonda la famiglia sul Vangelo, la costruisce sulla roccia: anche quando arrivano il vento e le difficoltà, la casa resta salda».
Mons. Angelo Spina ha anche ricordato che «Gesù è fedele, ama ciascuno così com’è e insegna: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”. Così si diventa suoi discepoli. Gesù è la nostra via, verità e vita: è Lui che insegna ad amare». In conclusione, ha richiamato tre parole semplici e concrete indicate da Papa Francesco per la vita quotidiana: permesso, grazie e scusa. Piccoli gesti quotidiani che custodiscono e fanno crescere l’amore.
È seguito un momento di verifica per le coppie, che si sono confrontate su alcune domande. Infine, tutti si sono ritrovati nella cappella del Centro pastorale per pregare e affidare il loro amore a Gesù, alla Madonna e a San Giuseppe.
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